SBARACCAMENTO DI MESSINA. L’Ing. Cascio al Presidente del Consiglio Conte: Commissario dell’Emergenza: CATENO DE LUCA SINDACO DI MESSINA, altrimenti NIENTE

Lettera aperta al prof. avvocato Giuseppe Conte, primo.ministro , pur sommerso dai.pronlemi che conosciamo, si ritagli qualche ora con uno sguardo alla citta di Messina ! Certamente i.politici che hanno visitato le favelas ,attoniti per quanto visto, riferiranno nei modi giusti. Basta un documento a sua firma che conferisca POTERI SPECIALI al Sindaco on. dr.Cateno De Luca , SINDACO NUMERO UNO D’ITALIA  ! Grazie! Mi auguro di vederla a Messina " risanata "

Voglio puntualizzare che, alla luce della precedente e fallimentare legge speciale varata dall’Assemblea regionale siciliana (Legge n.10/90) e considerato che in Italia i Poteri straordinari sono sempre stati  utilizzati dai vari Commissari ai fini clientelari se non peggio (cfr. EXPO di Milano, dove tutti i sub-appalti sono andati alla criminalità calabrese) o i Poteri speciali vengono affidati al Sindaco di Messina Cateno De Luca, altrimenti è MEGLIO NON FARE NULLA (Articolo n.97 della Costituzione…il denaro pubblico non puo’ essere sperperato..BUON GOVERNO)
GRAZIE e buon lavoro

P.S.  Urge l’Abolizione dei burocratici, inefficienti e spreconi dipartimenti della Protezione civile, affidando le competenze al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, cosi come precisato di seguito.

ING. Carmelo Cascio anche n.q. di Presidente dell’ASSOCIAZIONE CULTURALE E POLITICA “SOLIDARIETÀ E LEGALITÀ “ con sede legale a Milano

LECCE 19 FEBBRAIO 2020               Ing. Carmelo Cascio

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Ing. Carmelo Cascio via luciano manara, 82 98123 messina

Sito internet  www.carmelocascio.it

Carmelo.cascio@libero.it

Carmelo.cascio@ingpec.eu

Tel. 335 6747226

                                                                     c.a. sig. Presidente del Consiglio dei Ministri

                                                                                     avvocato Giuseppe Conte

 Preso atto delle buone ultime NEWS sull’argomento  “ BARACCHE A MESSINA” oggetto di una mostra nella Capitale ed addirittura negli spazi del Parlamento, ripropongo la nota  del 4 dicembre u.s. auspicando  che la lodevole iniziativa non sia mera propaganda politica o presunta “TALE” ma condivisione di un percorso connotato  da urgenti, misure speciali, finora immotivatamente negate, atte a cancellare questa pagina vergognosa della nostra Storia che continua a deturpare la immagine della bellissima MESSINA.

Questa nota e’ redatta come cittadino messinese, nonché n.q. di presidente e legale rappresentante della Associazione  “ POLITICA  e CULTURALE”  Solidarietà e legalità, con sede legale in via Ravizza, 20 Milano.

A norma di legge, Resto in attesa   di puntuale formale riscontro.

Deferenti ossequi

                                                        Ing. Carmelo Cascio

--------------------------------------------------------------------------------------------nota 4 dicembre 2019

MESSINA DEVE ESSERE “SBARACCATA”

                                                                                sig. Presidente del Consiglio dei Ministri.

                                                                                sig. Sindaco del Comune di  Messina.  

Oggetto: Indignazione ,non stupore, desta le perdurante, disinvolta, inerzia del Governo nazionale ,rectius del Dipartimento Nazionale delle Protezione Civile  sul problema delle Baracche a Messina.

Premessa: Che cosa  è il Dipartimento nazionale della Protezione Civile

Il Dipartimento nazionale della Protezione civile creato con L. 225/92 ha i seguenti compiti Istituzionali:

PREVENZIONE

PROTEZIONE

SOCCORSO

RICOSTRUZIONE

Per la vasta esperienza maturata, è chiaro a  tutti che l’attività della Protezione civile è stata convogliata unicamente sulla gestione della Fase dell’Emergenza, trascurando, invece, l’attività PRIMARIA della PREVENZIONE, che si presenta momento essenziale per gli effetti devastanti procurati dai RISCHI VARI che insistono sui territori.

L’intervento della Protezione civile concentrato unicamente sulla Emergenza ha impegnato INGENTI  RISORSE FINANZIARE che, spesso hanno fatto da sponda al sottobosco  di “ATTIVITA’ ILLECITE FACENTI CAPO AD ORGANIZZAZIONI MAFIOSE, CON LA COMPLICITA’ DI ISTITUTI DI CREDITO-

Si cita per tutte la scandalosa vicenda, certamente non unica, del Consorzio “ La Casa Nostra” di Messina; in sintesi attraverso LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE, commissione Istituita con Decreto del 7 giugno 1993 dal Sottosegretario, con delega per la Protezione civile on. Vito Riggio (tra i componenti spicca l’Ing. Pietro Lunardi successivamente promosso Ministro Infrastrutture). E’ STATO DECRETATO LO STATO DI CALAMITA’ NATURALE-Dissesto Idrogeologico- e finanziato rispettivamente con Ordinanze Presidente del Consiglio, Ciampi 26 novembre 1993 e Dini 06.06.1995, nonché la L. Regione Sicilia n. 22/93  per giustificare la causa del gravissimo dissesto dei numerosi fabbricati del Consorzio stesso, costruiti in appalto, in palese violazione di tutte le norme tecniche di costruzione, dall’Impresa Sicis  spa - Bagheria, impresa mafiosa, così come accertato dalla Procura della Repubblica di Palermo (30 aprile 1998).

Quindi mediante la DICHIARAZIONE DI CALAMITA’ NATURALE si  è tentato inopinatamente di salvare l’impresa mafiosa dai Risarcimenti miliardari, nonché gli ISTUTI BANCARI coinvolti nell’affare senza escludere i Politici e gli alti Burocrati della Regione Sicilia.

Alla luce di quanto sopra si rende necessaria una riforma integrale della organizzazione della protezione civile tale da convogliare attività istituzionale e competenza specifiche su due front e , porterebbe alla automatica abolizione del Dipartimento nazionale della protezione Civile:

  1. VIGILI DEL FUOCO: attività di Prevenzione e Protezione del Territorio soggetto a rischio.
  2. Soccorso e ricostruzione: tutte le FORZE MILITARI E DI POLIZIA: GENIO MILITARE (ESERCITO)-GUARDIA DI FINANZA-MARINA MILITARE-AERONAUTICA MILITARE-POLIZIA MUNICIPALE-CROCE ROSSA Etc. COORDINATI DALL’ARMA DEI CARABINIERI.

La ORGANIZZAZIONE come sopra, rappresentata, garantirebbe  anzitutto la preliminare e primaria attività  di prevenzione e protezione dei territori soggetti a rischio, evitando l’utilizzo INCONTROLLATO di risorse finanziarie che finora ha trovato giustificazione nell’Emergenza , per baipassare le Regole anche dell’Unione europea che disciplinano i procedimenti di evidenza pubblica sia per gli appalti che per il reclutamento delle risorse umane.

In sostanza una più razionale distribuzione di competenze specifiche, potrebbe garantire efficacia,  efficienza, trasparenza ed economicità  gli obiettivi che debbono essere perseguiti, dalla Pubblica Amministrazione (Il BUON GOVERNO -Articolo 97 della Costituzione).

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                                       S.O.S.  BARACCHE

        NEL MERITO  DEL PROBLEMA BARACCHE A MESSINA

Il Dipartimento nazionale della protezione civile si è appellato alla “procedura” per motivare una scelta scellerata, ossia il diniego di conferire i quei Poteri speciali giustamente invocati a gran voce dal sig. Sindaco cateno De Luca che hanno ,peraltro, trovato la piena condivisione della giunta regionale Musumeci.

Secondo la richiamata “procedura” non sussisterebbero a Messina le condizioni di emergenza , ossia stato di calamità o pericolo di catastrofe!!

Ma vivere in discariche a cielo aperto, in compagnia di topi e di amianto non configura uno stato di calamità? Con l’aggravante che in queste condizioni “disumane” vivono anche invalidi,  malati terminali anziani e……. bambini

Senza parole! A questo punto non sarebbe il caso che i burocrati, “ Soloni romani” si  degnassero  di visitare le baraccopoli disseminate in tani  quartieri della Città?

Al primo impatto, forse accantonerebbero la invocata “procedura” ed ogni recriminazione  sulla cronicità di questa situazione, mai attenzionata prima d’ora, circostanza purtroppo veritiera ma che rebus sic stantibus è fuori luogo evidenziare.

Mi permetto di suggerire anche la lettura della Gazzetta del Sud  di  domenica 1 dicembre

“ baracche, parole ed immagini”

A questo punto mi appello al sig. Presidente del Consiglio  avvocato Giuseppe Conte ed al codice che gli è compagno: non esiste norma giuridica  o procedura che possa regolamentare, in modo, ordinario, la dignità e la salute delle persone che a  MESSINA vivono da decenni  in una situazione catastrofica…alias in CALAMITA! Se questa non è Emergenza!

        Messina, 3 dicembre 2019         Ing. Carmelo  Cascio

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